ARCHITETTURA E PRESENZA DELLE SUPERFICI
Superfici e schermi fanno parte del nostro paesaggio, si tratta di elementi così profondamente radicati nella nostra città, che è impossibile tralasciarli nell’ analisi architettonica contemporanea. Negli anni Sessanta cadono alcuni dogmi del movimento funzionalista, si torna a parlare di ornamento, ci si allontana dall’ idea dell’ ornamento=delitto.
Robert Venturi
Presenta due modi di fare architettura. Un’ architettura che svela se stessa (Duck), ed un architettura maschera, basata sulla realizzazione di scatole su cui vengono applicati elementi o facciate (decorated shed). L’ architetto è un decoratore / comunicatore.

Herzog & De Meuron
Hanno una impostazione rigorosa, che gli deriva dagli anni di apprendistato al fianco di Aldo Rossi; affiancano a questa impostazione, una profonda conoscenza tecnologica. Lavorano su forme semplici, scatolari che esaltano le superfici dei loro interventi.
Lo stadio di Monaco (Allianz Arena) è dotato di una forte carica simbolica, l’involucro cambia di colore, a seconda dei colori sociali della squadra che scende in campo, si tratta di un’ informazione in continua mutazione.

Jean Nouvel
Lavora con le superfici interattive, nell’ istituto del mondo arabo, crea un filtro “vivo” che cambia in funzione della luce che colpisce l’ edificio, protetto da centinaia di diaframmi pronti a cambiare la loro apertura a seconda delle necessità. Risulta anche molto evidente e forte l’ ispirazione tratta dalla tradizione decorativa araba, un bel matrimonio tra tradizione e tecnologia.

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