Diario di Bordo 2006
LAYERS Secondo fondamentale quesito: più rapido, meno scemo del precedente? Dobbiamo fare un salto logico rispetto alla volta scorsa e cioè un cambio di convenzione passando da un sistema di immagini raster, che utilizzano i bit, ad un sistema intermedio e più intelligente, perché vogliamo trasmettere informazioni di testo. C/testo,A1/codice.... Nasce una caratteristica fondamentale per i sistemi testuali cioè il paragrafo che risulta C/ vector/ Si passa al sistema vettoriale che usa un codice che prevede la precostituzione di una serie di enti geometrici che ci facilitano il lavoro. sistema di convenzione (sempre legato allo schermo) Stabilito questo codice aggiungiamo un’altra famiglia di codici, quella del colore: C/ vector/ l b2 -g7, RGB 20, 15,15 La convenzione C/vector rappresenta un notevole passo in avanti perché ci svincola dallo schermo e dalle sue dimensioni, in più, abbiamo la possibilità di scalare l'oggetto in questione e di definirlo, dargli un valore semantico aggiunto tramite l'utilizzo dei livelli, e di copiare la forma. C/ vector/l g2-i3/ posso chiamarla in maniera diversa importante per i sistemi di database in seguito. · La selezione non è più per "Porzioni di Schermo", ma per elementi, nominati e nominabili. distorci parametricamente che ne conserva la natura "originaria". Un poligono potrà essere considerato come unica entità e nominato su un livello o anche costituito da linee e per questo regresso ad un livello di entità minore; così facendo sarà possibile modificare ogni linea mentre nel caso del poligono come entità le trasformazioni avvengono sull'intero poligono.
Il Layer è un sistema che serve a organizzare il mondo vettoriale, e tra vari layer c’è un grado di libertà. Gli anni '80, le ricerche di architetti come Eisenman, Tschumi, Koolhaas ed in particolare, il progetto per il parco La Villette a Parigi hanno consentito una certa diffusione di questo approccio interpretativo-progettuale dell'architettura. Questa nuova logica progettuale si presta soprattutto per progetti a scala urbana; perché consente, con una notevole libertà di progettazione, di stratificare livelli sempre più complessi del sistema di progetto Simbolo di tale filone progettuale sono alcuni progetti di Eisenman e in particolare, il già citato, parco La Villette di Tschumi (progetto vincitore) e di Koolhaas. Eisenman pensa a questi elementi di disgiunzione, ma li considera come sistemi autonomi l'uno dall’altro e non ricomposti. I layers sono anche gli spazi vuoti, interclusi, gli in-between. Tschumi ne progetto del La Villette a Parigi,1983, applica questa logica dei layers = Strati autonomi, non sovrapposti, ma disgiunti. |
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