PETER EISENMAN
come è possibile mettere in crisi un cubo?
Propone un ritorno dell’oggetto architettonico all’interno delle sue “leggi” formative,
rendere evidente una sintassi. Eisenman viene a conoscenza delle opere di Terragni.
Sul finire degli anni ’60 Terragni era ancora un architetto poco indagato e rimaneva
invischiato nella polemica sull’architettura fascista.Si concentra, essenzialmente, su due sole opere di Terragni: la prima è la Casa del Fascio, che, in sé rappresenta un movimento dell’esterno verso l’interno,un ‘erosione dinamica della forma. L’altra opera, da un certo punto di vista opposta alla prima, è la Giuliani-Frigerio, che invece è un’architettura chesi muove su un principio di esplosione (che ha evidentemente riferimenti al neoplasticismo), di movimento da dentro a fuori. Questo modo di ragionare Eisenman lo mette in azione nelle esercitazioni che crea dal '67 per 15 anni, la serie delle huose 1,2....
Nella House II,ricorre al telaio,forte è l' influenza di Terragni;inventa un processo linguistico differente,il concetto di implosione, un esplosione trattenuta all' interno dei
confini. E’ questa un tipo di architettura critica, consapevole dei propri meccanismi
fondativi, ed Eisenman è soprattutto un didatta, fa perno, per fare architettura, sui
meccanismi di formazione della stessa.

Un fenomeno tipo di quegli anni è la ricerca di sovrapposizioni con l’ambiente
artistico-filosofico.L' architettura è sintassi, si afferma l' arte concettuale, un rebus
dove gli artisti lanciano provocazioni testuali.
TU CHE COSA SEI ARCHITETTURA? (chiede Eisenman) IO SONO UN TESTO. Il primo valore è testuale, sintattico, un codice, regole rese esplicite.
Definito da Tafuri come un TERRORISTA DELLA FORMA.
House X è intigante, non è solo un puro gioco sintattico, ragionamenti più complessi e più ricchi. Entra in rapporto con il terreno e d il contesto, nasce dallo studio sulla pendenza del terreno nel sito, ed investe anche il sistema di distribuzione dell' abitazione. Si muove su un asse che percorre la casa, sul quale si innestano 4 quadranti. Ragionando sull' elemento disturbante (il contesto) Eisenman trova la chiave.
Sostiene che l' architetura del movimento moderno acontestualizzata, mentre quella post moderna è più legata al conteso, l'architettura non è più solo una macchina alla conquista di nuova luogo si opera in luoghi già edificati.

Eisenman fa suo questo concetto del contesto che va ad assumere un ruolo importante ma non lo vede in maniera mimetica ma è un contesto che si muove concettualmente attraverso stratificazioni temporali con l’utilizzo delle mappe più antiche del sito che generano linee di forza del progetto.
Si comincia a lavorare all'interno di maglie-edifici già esistenti; c'è una riscoperta
degli stili del passato.Il tutto ruota sul concetto del PALINSESTO.
Vecchie pergamene medievali in cui si scriveva un documento e poi si cancellava per
riscriverci sopra ma non si cancellano completamente per cui in trasparenza sono ancora un pò visibili.
Egli fa un uso del contesto in chiave critica, traendo punti di forza dal contesto, non
vedendo distinzione da ciò che è costruito e altri elementi (pavimentazione, verde), tutto fa parte di un unico disegno.
Alla fine degli anni ‘70 Eisenman entra in crisi.
Va in psicanalisi e inizia ha creare lavori concettuali che hanno a che vedere con
movimenti complessi; movimenti che si ricollegano ai movimenti psicologici.
L' utilizzo del Computer ha portato Eisenman ad una ricerca "infinita" delle forme architettoniche, tanto da essere consapevole della potenza espressiva dei nuovi strumenti informatici.
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